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Inter-Roma, Chivu: “Io, considerato un traditore”. E su Calciopoli e ultras…

L’ex calciatore ha parlato alla vigilia della partita tra giallorossi e nerazzurri

INTER-ROMA INTERVISTA CHIVU A LA GAZZETTA DELLO SPORT / MILANO – Cristian Chivu ha concesso una lunga intervista a 'La Gazzetta dello Sport' di cui vi riportiamo alcuni estratti:

NOSTALGIA DEL CALCIO E FUTURO – “Per ora sto bene così. Qui a Bucarest seguo i miei affari, gioco ancora un po’, mi diverto col tennis… Mi piacerebbe, però, lavorare con i ragazzi. Aspetto l’occasione giusta”.

CALCIO ITALIANO – “Dopo tanti anni da voi mi sento un po’ italiano. I risultati nelle Coppe dicono che le cose stanno migliorando, però mancano ancora giocatori di qualità. Per me ne risente anche la Juventus, che gioca senza troppa pressione. Purtroppo la vostra Serie A non è più un torneo di alto livello”.

INTER-ROMA – “Tutte e due le squadre si sono rifondate, ma i giallorossi hanno cominciato prima. Nel gruppo di Mancini c’è tanta qualità, però manca sicurezza. Secondo me la rosa è da zona Champions League. Il calo della Roma mi stupisce, non me l’aspettavo. La squadra ha pagato a livello mentale. Io comunque continuerei con Mancini e Garcia, che hanno l’esperienza giusta per riportare tutte e due al vertice. Per tradizione l’Inter ha l’obbligo di tornare in alto in Italia e in Europa, mentre la Roma poteva migliorare di più, ma è difficile farlo se ogni anno vendi i migliori per tappare i buchi. Per il secondo posto sarà decisivo il derby, ma occhio al Napoli. Pallotta e Thohir stanno portando qualcosa di nuovo in un calcio che invece vive molto di stereotipi. Parlando di giovani Kovacic ha un talento pazzesco, Guarin e Icardi hanno qualcosa in più. Nella Roma mi piace Verde: può far carriera”.

SENSI E MORATTI – “Due persone fantastiche. Sensi mi è stato vicino anche nei momenti meno felici. Di Moratti invece dico solo che tutto ciò che potete sentire di bello su di lui dovete moltiplicarlo per dieci”.

IL TRASFERIMENTO ALL'INTER – “Il mio addio fu considerato un tradimento, forse per il tanto amore che c’era stato prima. Quel giorno sbagliai e chiesi scusa, però alcuni in tribuna Tevere mi dissero delle cose orribili sull’incidente alla testa che avevo avuto. Quel giorno mi augurarono la morte in mille modi. Fu una cosa molto brutta”.

TOTTI – “Francesco può continuare fino a 40 anni. È in forma e se poi uno ha la testa giusta. Il problema è che il vostro calcio non dà spazio ai giovani italiani, ma preferisce puntare sugli stranieri”.

CALCIOPOLI – “Mi dispiace solo che con la Roma abbia vinto solo una Coppa Italia, ma non ho amarezze. Certo, quando poi è scoppiata Calciopoli qualche domanda me la sono fatta, ma è sbagliato crearsi alibi. Così non cresci mai”.

ULTRAS – “Quella contro gli ultras è una battaglia che non si vincerà mai. A Roma per l’ambiente ho potuto perdere uno scudetto, mentre a Milano, visto il periodo, sono stato fortunato”.

S.D.

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