TENNIS DJOKOVIC STATISTICHE / ROMA – La campagna americana non ha scalfito l'Impero di Novak Djokovic. Anzi: malgrado una versione non brillantissima, il numero uno del mondo ha confermato la doppietta Indian Wells-Miami (già riuscitagli, oltre allo scorso anno, anche nel 2014 e nel 2011), lasciando per strada un solo misero set in dodici incontri (il primo, a sorpresa, contro il carneade Fratangelo). Una prima parte di 2016 – come al solito – da assoluto cannibale per Nole, che ha messo in bacheca il sesto Australian Open azzannando successivamente i primi due Masters della stagione balzando peraltro in vetta nel ranking all-time dei 1000 a spese di Rafa Nadal.
Sul cemento non c'è stata finora storia: sarà così anche sulla terra rossa? Si inizia con Montecarlo, poi in serie Madrid e Roma: antipasto dell'assalto al Roland Garros, ultima corona mancante nel lussuoso palmares del 'Djoker'. L'uomo di gomma, e allo stesso tempo d’acciaio, ha palesato una solidità tecnica e mentale inarrivabile al momento per la concorrenza, alzando i giri del motore solo quando necessario. La supremazia schiacciante del serbo è testimoniata anche dai numeri, non solo dai record: 4 titoli e 27 incontri vinti su 28 nel nuovo anno, con la sola sconfitta patita a Dubai contro Feliciano Lopez quando fu costretto, causa una fastidiosa infezione agli occhi, al ritiro dopo il primo parziale.
L''Invincibile' Nole domina infatti ben quattro speciali classifiche in questo 2016, statistiche che non fanno una piega sulla sua egemonia nel tennis contemporaneo. In primis c'è la risposta, vero grimaldello di Djokovic nello scardinare le difese nemiche: l'undici volte vincitore Slam comanda con il 38% la graduatoria dei games vinti sul servizio avversario, davanti a Nadal e Gasquet. 'Djoker' ha la miglior percentuale nel circuito anche per quanto riguarda i punti conquistati sulla prima palla avversaria (36%) e soprattutto sulla seconda (grazie ad un ragguardevole 61%). Il 28enne di Belgrado, per non farsi mancare nulla, recita la parte del leone pure al servizio, registrando un lusinghiero 58 per cento di punti vinti sulla seconda.
Djokovic, inoltre, veleggia nelle primissime posizioni nei games conquistati in battuta con l'89%, dietro ai bombardieri Isner e Raonic. Nole non sfigura neanche nelle percentuali di punti vinti sulla prima di servizio (dove a guidare il gruppo è la coppia Nadal-Isner) e nei break-points salvati (che vede in testa Raonic), posizionandosi al sesto posto in entrambe le classifiche. Senza dimenticare, infine, la capacità del serbo di essere letale non solo nello scambio lungo ma anche nei primissimi colpi del palleggio, come evidenziano le statistiche della finale di Key Biscayne contro Nishikori (64% raccolto negli scambi da 0 a 4 shots).
Il numero uno al mondo diventa un po' più umano solamente nel numero di aces messi a referto (21° posto con 121 servizi vincenti, 176 in meno del leader Isner) e nei break-points convertiti (ancora una 21a posizione, con il 42 per cento, nella classifica in cui svetta Carreno Busta con l'italiano Seppi ottimo terzo). Dati incontrovertibili, numeri da assoluto padrone del circus: sgambettare 'AlieNole' sulla terra rossa sarà impresa ardua per tutti.
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