Calciomercato.it ha intervistato in esclusiva Alessandro Acri, scout e agente internazionale, in vista della prossima sessione invernale
Dal mercato invernale al calcio dell’Est Europa fino alla ‘bufera’ plusvalenza. Questi e non solo i temi trattati in esclusiva a Calciomercato.it da Alessandro Acri, scout e agente internazionale che in Italia, nella sua ormai lunga carriera, ha ‘portato’ tanti talenti.
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– Alessandro, un mese all’inizio del mercato invernale: che sessione ti aspetti e quale squadra, almeno in Italia, potrebbe essere la protagonista?
– Come è strutturata la tua agenzia e come si sta preparando al mercato di gennaio?
“La mia agenzia è strutturata in modo molto semplice ma organizzato. Abbiamo fatto un salto di qualità negli ultimi mesi grazie ad operazioni di giovani calciatori internazionali in rampa di lancio nei rispettivi club e nazionali di appartenenza. Abbiamo un’area scouting formata da 5 persone che coprono le aree di interesse europeo, Polonia-Ungheria- Slovacchia- Romania e nazionale come la stessa Romania. Ci stiamo preparando dal mese di ottobre a raccogliere i dati e le informazioni dei club italiani ed europei di Germania, Italia e Spagna, e le loro richieste per ogni fascia di età, filtrando grazie alla nostra area scouting e video analisi i migliori prospetti che rispecchiano le volontà dei rispettivi club rispettando parametri economici, di prospettiva e di rivendibilita’ futura”.
– Quante operazioni credi e speri di poter fare? Nuovi talenti in arrivo in Italia?
“Personalmente crediamo e speriamo di poter realizzare il maggior numero di operazioni possibili come normale che sia quando lavori molto duramente e con me tutto lo staff impegnato sette giorni su sette con grande determinazione e dedizione. Crediamo di poter realizzare almeno 4-5 operazioni di calciatori tra settore giovanile e prima squadra più qualche movimento interno al territorio italiano di movimento di prestiti. Sono in arrivo sicuramente tre giocatori molto importanti sia in ottica presente che soprattutto di prospettiva futura ai quali ci auguriamo possiamo essere in grado di aggiungere almeno altri due profili che sono considerati a livello nazionale ed europeo come calciatori di prima fascia”.
– Da grande esperto di Est Europa, quale talento ‘consiglieresti’ ai club italiani?
– Com’è la situazione attuale del calcio d’Est Europa? Anche di quello giovanile rispetto al nostro.
“Da anni ormai molto paesi quali Polonia, Ungheria e la stessa Romania hanno investito molte risorse nelle strutture sportive creando centri di allenamento polivalenti che permettono non solo un servizio efficiente ma di essere attrattivi nelle scelta. A ruota molti calciatori, viste le possibilità logistiche si sono avvicinati sempre più ai club che hanno sposato la linea di investimento principalmente nel garantire servizi, qualità delle strutture e allenatori patentati UEFA che possano così sviluppare nuovi talenti e proporli poi nel panorama internazionale grazie anche alla facilità con la quale gli stessi riescono a trovare spazi nelle rispettive prime squadre di club in età compresa tra i 16 e 17 anni. Queste linee, basilari per creare economicità, sono purtroppo ancora oggi abbastanza deficitarie in italia e credo che sia l’ora di invertire la tendenza perché giovani che possono giocare stabilmente nelle prime squadre ce ne sono assolutamente, basta solo avere adesso il coraggio di metterli dentro e proteggerli nelle loro prime uscite nel calcio dei grandi”.
– Il tuo parere sulla ‘bufera’ plusvalenze?
“Questo argomento credo sia molto delicato anzitutto e meriti una riflessione accurata. Anzitutto il termine plusvalenza ha derivazione esplicitamente economica. Il termine plusvalenza indica in economia un aumento di valore registrato da un bene immobile o da un titolo nel corso del tempo. Dunque, la plusvalenza è l’accrescimento del valore di un bene immobile, mobile o di un titolo, rispetto al valore iniziale di acquisizione. Riallacciando il termine al sistema operativo nel mondo del calcio, posso affermare che un bene immobile, immobilizzazione, ovvero il calciatore, vede aumentare il suo valore economico attraverso il suo percorso all’interno del club di appartenenza dal momento dell’acquisizione a titolo definitivo ovviamente. Pertanto un calciare per esempio, acquistato per una somma di 100mila euro, dopo prestazioni che lo pongono in posizione di assoluta visibilità sia a livello nazionale che internazionale, può vedere il suo valore aumentare in maniera esponenziale. Il mercato poi è il solo giudice a deciderne il valore definitivo in base ad una legge di marketing tra domanda e offerta. Personalmente non credo si debba porre un freno bensì operare con massima trasparenza e rispetto delle persone e dei bilanci che devono essere specchio e frutto delle capacità manageriali degli addetti ai lavori”.
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