Il Torino di Urbano Cairo compie 18 anni: il prossimo anno l’imprenditore piemontese diventerà il più longevo nella storia granata
Aveva 48 anni Urbano Cairo quando, nel settembre del 2005, prelevò le quote del Torino. Ora, dopo 18 anni di presidenza, c’è ancora voglia di investire nel calcio.
In una intervista a La Gazzetta dello Sport, Urbano Cairo racconta come nacque l’idea di diventare il nuovo proprietario del Torino: “Mi chiama un amico dicendomi che il sindaco Sergio Chiamparino mi vuole parlare”. Un incontro avvenuto il 12 agosto dopo che “il Toro non si era iscritto al campionato”.
Cairo decide così di scendere in campo per salvare la gloriosa storia del Torino: “Faccio un po’ di telefonate, sento un mio amico direttore sportivo, raccolgo informazioni, chiedo chi sarebbe un buon allenatore da prendere”. Il primo allenatore fu Gianni De Biasi, reduce da una doppia promozione ottenuta sulla panchina del Modena: “A Ferragosto lo chiamo, era in vacanza in Trentino”. Cairo gli dice di togliersi “gli scarponi” e “salire in auto” dandogli appuntamento in serata a Forte dei Marmi.
Nacque così il Torino di Urbano Cairo, oggi realtà consolidata in Serie A. Ora in panchina c’è Ivan Juric: “Ci siamo piaciuti subito, doveva arrivare prima, ma non se la sentiva di lasciare il Verona che gli aveva dato fiducia, dopo un solo anno. È nato un bel rapporto, lo chiamavo spesso, ci parlavamo”. E Cairo ammette: “Qualche tensione c’è stata, ma l’abbiamo superata”.
A proposito di Juric: lo scorso anno fecero il giro del web le immagini del tecnico granata in una accesa lite col ds Vagnati: “Cose che capitano. L’eccezionalità stava nel fatto che qualcuno aveva filmato la scena. A volte succede di esagerare. Ma si sono rappacificati e hanno lavorato bene insieme”.
Sull’addio di Belotti, Cairo spiega che voleva inserire “una clausola di 100 milioni per l’estero. Il Milan ce lo chiede in prestito con un mezzo obbligo di riscatto. Belotti vuole andare al Milan, ci rimane male, gioca un brutto campionato. S’infortuna spesso. Non ho rimpianti, anche perché io guardo sempre avanti”. Impossibile non soffermarsi sull’imminente derby con la Juventus: “Non dico nulla, per scaramanzia. Dico solo che la squadra ci tiene tantissimo e sono certo che darà l’anima”.
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