Il tecnico giallorosso ha ricevuto un riconoscimento per questo periodo super con la Roma e intanto Ludi blinda Fabregas
All’Olimpico c’è Roma-Como, tra due squadre che stanno vivendo stagioni diverse ma momenti molto simili. Si affrontano infatti le due squadre probabilmente più in forma di questo campionato, insieme all’Udinese. Da Como-Roma a Roma-Como, l’andata al Sinigaglia ha segnato uno spartiacque sia per Ranieri che per Fabregas (oggi squalificato). Il secondo tempo dei giallorossi è stato uno dei peggiori in assoluto, è stato il punto di non ritorno perché la squadra si è guardata e ha capito di aver toccato il fondo e che prestazioni così non erano più accettabili.

Ranieri lo ha ripetuto pubblicamente più di una volta e l’effetto ce lo dicono i numeri: da quella partita la Roma non ha più perso in campionato ed è diventata la squadra che ha fatto più punti di tutte. E allo stesso tempo da quella vittoria per 2-0 il Como ha chiaramente acquisito una consapevolezza e identità che hanno fatto fare ‘clic’ a tutti i calciatori. Fabregas si è confermato come un predestinato, come ha sottolineato lo stesso ds Carlalberto Ludi rispondendo agli interessi per il tecnico spagnolo, magari dalla stessa Roma: “Cesc è un predestinato e obiettivamente vedendo da quanto fa questo lavoro e quanto abile sia è impressionante. Ha tutto per essere un protagonista del grande calcio europeo nei prossimi anni. Allo stesso tempo ha firmato un contratto lungo col Como la scorsa estate, ma soprattutto lo vedo molto coinvolto nel quotidiano quindi vederlo lontano da Como nel prossimo futuro è abbastanza inverosimile”.
Ranieri nella conferenza prepartita ha risposto vagamente alla questione del nuovo allenatore, concentrandosi sul campo che può ancora regalare qualcosa alla Roma in questa stagione. E sempre il presente ha detto che, a 74 anni, è proprio sir Claudio a essere stato eletto ‘Coach of the Month’ per il mese di febbraio di questa Serie A. Il premio gli è stato consegnato dal ds Ghisolfi (per lui qualche mugugno) pochi minuti prima del fischio d’inizio di Roma-Como, accompagnato ovviamente dall’ovazione di tutto l’Olimpico. Ancora una volta è riuscito in un’impresa, lì dove il cuore batte più forte ed era più complicato che mai. Ma non ha mai perso la bussola, neanche dopo il secondo tempo di Como.