La trentesima giornata di Serie A ha registrato tanti episodi da moviola. Da Napoli-Milan a Inter-Udinese: l’esame degli errori arbitrali
In attesa dei due posticipi di oggi, le prime otto gare della 30esima giornata del campionato di Serie A ha registrato tanti episodi da moviola, soprattutto nei due match scudetto tra Napoli e Milan al Maradona e tra Inter e Udinese al Meazza.
L’arbitro Sozza ha fischiato un calcio di rigore per i rossoneri di Conceicao e in effetti è netto il fallo di Billing su Theo Hernandez che prende posizione sul centrocampista partenopeo. Chiesto il rosso diretto per il brutto fallo di Lukaku su Bondo: il punto di impatto è abbastanza alto, ma non con i tacchetti esposti, quindi fallo imprudente e giusta l’ammonizione. Nel finale, fallo di Gimenez su Meret che aveva preso il pallone in uscita alta: il fischietto lombardo non se ne avvede e se sullo sviluppo dell’azione avesse segnato Jimenez, il Var non sarebbe potuto intervenire perché il pallone era finito a Gilmour, che giocandolo ha fatto partire una nuova APP.
A San Siro, invece, Chiffi si perde un pestone di Ehizibue su Thuram, ma il contatto è appena fuori area e quindi il Var non interviene. Probabilmente non lo avrebbe fatto nemmeno dentro l’area, dal momento che l’intensità la valuta l’arbitro in campo. Espulso Inzaghi che entra in campo per protestare: in effetti c’era fallo su Correa, ma il tecnico nerazzurro esagera. Mancano un giallo per Payero (brutto fallo su Barella) e Mkhitaryan che è imprudente contro Kristensen. In questo turno ammoniti tanti allenatori: Tudor, Conte, Conceicao e Ranieri… Rocchi ha dato l’ordine di essere più severi? Lo vedremo nelle prossime settimane.
Il Cagliari batte 3-0 il Monza, ma il secondo gol (quello su punizione di Gaetano) è irregolare. Violata la Regola 13, che recita: “tutti i calciatori della squadra attaccante devono rimanere ad almeno un metro dalla barriera“. Il protocollo Var, tuttavia, non prevede di intervenire in questi casi.
Qualche protesta negli anticipi del sabato sui gol di Roma e Juventus rispettivamente contro Lecce e Genoa. Episodi abbastanza simili: Dovbyk su Baschirotto da una parte e Vlahovic su Vasquez dall’altra, vanno a contrasto all’inizio dell’azione. In entrambi i casi si tratta di una valutazione di campo prese da Manganiello e Rapuano che il Var non può correggere. I rossoblu protestano anche per un contatto tra Pinamonti e Gatti al limite dell’area ma, a parte che non ci sono i criteri per il DOGSO, è l’attaccante a colpire il difensore e non viceversa.
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