L’ex tecnico della Juventus colpevole del flop bianconero, ma a mancare è stato il ‘manico’ e su questo c’è accordo
La Juventus prova a rialzarsi con la vittoria arrivata contro il Genoa alla prima di Igor Tudor in panchina. Tre punti fondamentali soprattutto per la classifica, una prestazione nel complesso positiva ma non ancora convincente quella dei bianconeri. Anche se i problemi in questa stagione non sono stati e probabilmente non sono solo da imputare al campo. È opinione comune che lo stesso Thiago Motta non sia stato guidato o supportato, comunque seguito a dovere da una dirigenza forte. E i paragoni ovviamente non si sono fatti attendere.

Un esempio pratico è stato portato da Massimo Mauro, ex giocatore della Juve che negli studi di ‘Pressing’ ha tuonato: “Il centravanti non può essere sostituito con Weah. Se poi la squadra vince il centravanti lo hai perso. Questa cosa alla Juve non si può fare, ma ci deve essere qualcuno che gli dica ‘Motta, guarda che questa cosa qui tu non la puoi fare’, questo è il punto. La Juve è abituata ad avere un settore decisionale diverso. Marotta, Agnelli, Paratici, Manna. Le cose erano condivise, cambiando tutto è stato diverso. Una grande società l’allenatore lo protegge, lo tutela”.
Zazzaroni: “Motta ha sbagliato tutto, ma Moggi non avrebbe permesso certe cose”
Un ragionamento totalmente condiviso anche da Ivan Zazzaroni, quello sulla dirigenza della Juventus, che aggiunge: “Massimo ha perfetamente ragione. Il board ha lavorato troppo per compartimenti stagni, ognuno faceva il suo. In una grande società invece si lavora di cooperazione, ma ci vuole la competenza per decidere. Ma Moggi non ti avrebbe mai permesso di mettere Weah al posto di Vlahovic, non ti avrebbe mai permesso di cambiare sette volte capitano”.

Poi ancora il direttore del ‘Corriere dello Sport’ prosegue su Motta: “Prima era un guru ora è diventato un povero pirla. Lui non è questo e se facciamo una gara a chi farà più carriera tra Tudor e Motta mi gioco Motta. Ha trovato un anno sbagliatissimo. Lui non parlava con la dirigenza del Bologna perché a gennaio gli avevano fatto un mercato che non gli piaceva. Alla Juve è andato carico a pallettoni, in qualche modo si è lasciato fare la Juventus. Ha inciso molto poco sulle scelte e si è visto perché metteva in campo i vari Savona e Mbangula. Non c’era condivisione, ma era la Juve quindi si sentiva molto stimolato da questo. Per mesi non ha parlato con Sartori per giocatori che non gli aveva preso. È un allenatore che ha sbagliato tutto quest’anno, ma che ha un potenziale. Però la Juve non è il Bologna”.