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Lazio-Torino, Vanoli al settimo cielo: “Così ho tenuto la barca dritta. È come in Borsa…”

Il tecnico granata soddisfattissimo dopo il pareggio strappato all’Olimpico grazie all’ennesimo gol a una big di Gineitis: le parole in conferenza stampa

Il Torino strappa un punto molto positivo in casa della Lazio grazie alla rete di Gineitis, che dopo Fiorentina e Milan colpisce un’altra big. I granata continuano il loro periodo d’oro con 11 punti in 5 partite e 1 sola sconfitta in 13 gare.

Paolo Vanoli (LaPresse) – calciomercato.it

Nel postpartita le parole in conferenza di Paolo Vanoli:

Risultato giusto? “Assolutamente sì, abbiamo fatto un’ottima prestazione contro una grande squadra, contro giocatori molto bravi nell’uno contro uno e ad attaccare la profondità. Nel primo tempo c’era stato l’errore di Vanja che può capitare, sono le sue caratteristiche, ma siamo stati compatti. Dovevamo palleggiare un po’ meglio perché ce lo permettevano. Sapevamo che incontravano una Lazio ferita dopo Bologna, erano in casa, dovevamo fare una gara di personalità. Siamo stati bravissimi a stare in partita, gli ho sempre detto che dobbiamo rimanere nella gara a prescindere dal risultato. E ho potuto mettereuna formazione molto offensiva perché abbiamo ragazzi con grande disponibilità. La Lazio poi ha qualità importanti”.

State avendo grandi numeri in questo periodo: le fa avere un piccolo rimpianto che potevate fare di più? “No, perché non guardo mai indietro. Gli errori del passato sono elementi di crescita, abbiamo perso Zapata, è successo qualcosa ma siamo stati bravi a remare nella stessa direzione, tenendo la barca dritta, ho capito che c’era qualcosa da cambiare. Come quando investi in Borsa, c’è il timing di entrata e il timing di uscita. Dipende sempre dalla disponibilità dei giocatori, stiamo giocando come delle finali, onorando un club e una maglia importante”.

Si sbraccia molto lei, chiede sempre più coraggio. “Avendo cambiato in estate, passando a cinque e a quattro ricambiando poi con giocatori importanti arrivati per quel modulo, ora stiamo diventando più fluidi. Casadei però deve fare un po’ di più il ruolo di centrocampista, oggi nel primo tempo non trovava mai il tempo per abbassarsi e giocare o andare sulla linea avversaria. La disponibilità, di Elmas, Karamoh e Sanabria ci permette anche di fare il 4-2-4, ma sono tutti processi che devi portare portare avanti”.

Avete perso tre partite nelle ultime 17: i giocatori si sono responsabilizzati con l’assenza di Zapata? “Come tutte le cose sono processi, la nostra strada è stata tortuosa quest’anno. Siamo partiti con delle idee, quando parti per due mesi in ritiro su delle idee e poi si fa male Duvan, dentro di me non pensavo che la nostra squadra accusasse così tanto questo infortunio. Non solo sul campo, ma anche nello spogliatoio. Ci è voluto un po’, siamo stati bravi anche nelle sconfitte, giocando anche bene. Poi avevamo Maripan che all’inizio dovevo aspettare perché non era in condizione ottimale, poi ci siamo messi a quattro perché a cinque non c’erano i giocatori bravi ad attaccare la porta come Bellanova, non c’erano le mezzali. Mi vedete che mi sbraccio perchè vorrei che attaccassimo un po’ di più la linea, ma abbiamo anche Vlasic ed Elmas che sono bravi col pallone. In questo momento ci ha dato tanto Karamoh, era l’unico ad attaccare la profondità e ci ha dato tanto”.

Su Gineitis. “Per me la cura nei giocatori che giocano poco è fondamentale. So che a volte mi odiano, a volte mi guardano storto perché si gioca in 11. Ma devono guardare chi fa la differenza, e in questo periodo l’ha fatta chi è entrato. Bisogna capire che bastano 5 minuti per cambiare una stagione. Un allenatore deve far crescere il giocatore per far sì che nel collettivo ti possa dare qualcosa in più. Gineitis sta bene, ma anche Casadei ha avuto un exploit tutto d’un colpo, è entrato, ha fatto gol, nazionale, ma erano sei mesi che non giocava. Anche lui magari andrà un po’ giù e tornerà su, come Elmas che mi criticavate perché lo toglievo 10 minuti prima. Sono giocatori che devono trovare la condizione, ma è sempre un piacere avere giocatori che in settimana si giocano il posto”.

Lazio-Torino, Coco: “Punto positivo. Di Vanoli mi colpisce la passione che trasmette”

Punto guadagnato? “Punto positivo per noi, questo è un campo complicato. La mano di Maripan? Non l’ho vista, ma penso fosse a terra”.

Recuperate ancora una partita: dove dovete migliorare? “Stiamo dimostrando che abbiamo resilienza, restiamo in partita anche quando perdiamo, sappiamo che abbiamo qualità e possiamo segnare in qualsiasi momento. Possiamo migliorare su tante cose. Siamo sulla strada giusta, dobbiamo continuare così.

Sulla sua stagione. “Bene, cerco sempre di migliorare, è un campionato diverso. All’inizio mi sono trovato benissimo, ho fatto degli errori ma tutti sbagliano. Bisogna andare avanti e non mollare”.

Le differenze tra la Serie A e la Spagna. “Il mister mi dà molta fiducia e questo è sempre importante. La Serie A è più tattica soprattutto in difesa, in Spagna si fa tattica ma è più offensiva col pallone. Io ho preso la decisione di venire qui perché da difensore questo campionato mi può far migliorare”.

Su Vanoli. “Mi ha stupito la sua forza, vive il calcio con una passione incredibile e questo ce lo trasmette. Poi la sua ambizione, per quello lui dice che abbiamo otto finali. Lui ha grande ambizione, noi stiamo diventando ambiziosi e la prossima partita è una finale”.

Ti ricorda qualche allenatore in particolare? “No, ogni allenatore ha la sua qualità e caratteristica, il suo modo di vivere il calcio. Hanno tante cose diverse dalla Spagna qui, ma l’importante è la comunicazione, saper trasmettere alla squadra quello che vuole e sta facendo un buon lavoro”.

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