Il numero uno del club ha annunciato le dimissioni e ha motivato il suo gesto con la contestazione della tifoseria
Terremoto rossonero. La contestazione dei tifosi contro il presidente e una situazione di classifica complicata, hanno spinto il presidente ad abbandonare la carica.

Aria di crisi al Foggia: la squadra sta lottando per evitare i playout, ma è reduce da quattro sconfitte consecutive. A preoccupare poi c’è la situazione societaria e le parole del presidente Canonico fanno temere il peggio. Il patron ha, infatti, convocato una conferenza stampa ed ha annunciato le sue dimissioni: “Annuncio le dimissioni irrevocabili mie e di mio figlio Emanuele. Ho rispettato la volontà delle curve, mi hanno detto che devo andare via”.
Ma non è tutto perché l’ormai ex presidente ha anche messo in vendita la società e annunciato che non ha alcuna intenzione di mettere altri soldi nel club: “La famiglia Canonico non verserà più soldi per il Foggia. Se entro il 16 aprile non ci saranno soldi in cassa, e non arrivasse nessuno ad acquistare il club, non saranno pagati gli stipendi. Inoltre – ha anche aggiunto – il Foggia rischia seriamente di non essere iscritto al prossimo campionato”.
Foggia, Canonico si dimette e vende il club: rischio penalizzazione
Situazione complicata quindi per il Foggia con Canonino che ha annunciato la volontà di cedere il club “alle stesse condizioni con le quali acquistai il club”: si parla di una cifra intorno ai cinque milioni di euro.

Canonico in conferenza dimostra di non aver intenzione di fare retromarcia: “Ho avuto rispetto per la piazza, ma ho ricevuto soltanto insulti – le sue dichiarazioni – . Il mio unico rimprovero è stato quello di essere distante. Un presidente presente vede tutto. Se fossi stato più presente, come durante i playoff, sarebbero cambiate tante cose”.
Così non è stato ed ora è arrivato il momento di passare la mano: Canonico si è dimesso ed ora a Foggia sperano che ci sia qualcuno che possa subentrargli per evitare la penalizzazione il prossimo anno o, peggio ancora, la mancata iscrizione al prossimo campionato.